In questo libro viene raccontata la storia incredibile di Uber, non a caso il titolo è “Uber. La storia più pazza della Silicon Valley”. Infatti, l’autore ci racconta tutti i retroscena che hanno portato Uber dall’essere uno degli unicorni più veloci di sempre. Ovvero, una delle società che hanno raggiunto la valutazione di un miliardo di dollari nel minor tempo. Al diventare una delle società più odiate dagli utenti, per poi riconquistare il mercato attraverso diversi cambiamenti.
Leadership aggressiva, maschilismo, feste esagerate e dinamicità sono alcuni degli elementi che hanno contraddistinto Uber per un lungo periodo. In questo libro viene raccontato tutto quello che è successo, analizzando molto le vicende che hanno portato Travis Kalanick (amministratore delegato di Uber dal 2009 al 2017), dall’essere amato dai suoi investitori, che aveva reso ricchi, all’essere odiato al tal punto da volerlo cacciare dalla sua stessa società.
L’autore
Mike Isaac è un giornalista e l’autore di “Uber, La storia più pazza della Silicon Valley”, un best-seller del New York Times sulla drammatica ascesa e caduta dell’azienda di trasporti. Si occupa regolarmente attraverso i suoi articoli di Meta e di altre grandi aziende tecnologiche.
Dopo aver frequentato il liceo a Fort Worth, si è spostato nella San Francisco Bay Area, dove ha frequentato l’Università della California, a Berkeley, e si è laureato in letteratura inglese.
Dopodiché Isaac diventò redattore senior per il mondo delle società di social media per Re/Code e AllThingsD dove si occupava di tecnologia come redattore per WIRED. Ha iniziato la sua carriera come giornalista musicale, scrivendo per Paste Magazine e Performer.
Recensione
Questo libro è così avvincente e dinamico che sembra quasi un testo fiction. Infatti, la storia di Uber non è stata per niente lineare e tranquilla.
Mike Isaac inizia raccontando gli inizi della carriera di Travis Kalanick che sarà a tutti gli effetti il “protagonista” di questa storia. Nonostante, in realtà, il vero centro di questo racconto è Uber.
Il fondatore della società di trasporti inizia la propria carriera con Scour, dove lui stesso si è definito co-fondatore, nonostante i soci non fossero troppo d’accordo con questo titolo. L’azienda non andò per il meglio e nel 2000 ha presentato istanza di fallimento per evitare una causa intentata da Motion Picture Association of America (MPAA), la Recording Industry Association of America (RIAA) e la National Music Publishers Association (NMPA). Da questa esperienza Kalanick ha scoperto il mondo degli investitori e ha capito che è sempre meglio non fidarsi.
Dopo questa prima esperienza fondò Red Swoosh, una piattaforma di condivisione peer-to-peer. In questo caso, la storia prese tutta un’altra piega. Infatti, riuscì a conquistare diversi investitori, tra i quali Mark Cuban, che investì 1.8 milioni di dollari. Per poi venir acquisita totalmente dalla concorrente Akamai Technologies per 19 milioni di dollari. Da questa cessione, Travis Kalanick guadagnò circa 2 milioni di dollari.
Grazie a questo nuovo patrimonio, iniziò a fare alcuni investimenti in Startup, ma il punto di inizio fu la decisione di fondare Uber, con l’amico Garrett Camp.
La storia poi continua raccontando tutti i retroscena che hanno circondato Uber negli anni, che hanno portato questa società alla valutazione record di quasi 70 miliardi di dollari. Per poi avere diverse cadute e cause legali che hanno portato il cda e gli investitori a decidere che Kalanick non poteva più essere il CEO della società.
Il libro è molto avvincente e racconta da vicino l’intera storia di questa società. È perfetto se ti interessa il mondo delle startup e vuoi scoprire da vicino una delle società che è cresciuta più velocemente, ma che allo stesso tempo attraverso una sbagliata cultura e una forte gerarchia ha rischiato di perdere tutto.